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La Via di fuga da Caltagirone è chiusa da troppo tempo, con gravi ripercussioni sulla viabilità della nostra città e del territorio. Ma, nonostante l’impegno della Prefettura e i ripetuti incontri da essa promossi per sbloccare la situazione di impasse, la Città metropolitana di Catania, ente proprietario della strada, continua a latitare. Tutto ciò mentre si avvicina a grandi passi l’8 maggio, la giornata in cui a Caltagirone si concluderà la prima delle tre tappe siciliane del Giro d’Italia di ciclismo e in cui sarebbe indispensabile poter disporre, per ragioni di sicurezza, dell’arteria in questione.

Peraltro da un attento e ulteriore sopralluogo del dirigente e dei funzionari dell’Ufficio tecnico comunale, emerge che la sua chiusura sarebbe dettata da un cedimento della pavimentazione stradale facilmente riparabile con un normale e poco oneroso intervento di manutenzione stradale, mentre non sono stati riscontrati segni di cedimento del giunto stradale posto nella mezzeria del viadotto principale. Basta davvero poco, quindi, per ripararla e riaprirla.

Il sindaco metropolitano, avendo la responsabilità su tutta la rete stradale prima di competenza della Provincia, dimostri più attenzione nei confronti dell’intero territorio. Al di là del Faro Biscari c’è tutta un’area, il Calatino – Sud Simeto, che non può tollerare di essere misconosciuta. Se il sindaco metropolitano non è in grado di gestire questa situazione, lo dica apertamente, in particolar modo al prefetto, che ha visto i propri reiterati e apprezzabili solleciti, compiuti in numerosi incontri, rimanere purtroppo senza esito.

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